La mia ex nuora era in coma dopo un incidente. Mio figlio e la sua famiglia stavano discutendo di staccare la spina per lasciarla andare “in pace”. Sedevo accanto al suo letto, tenendole la mano. All’improvviso le dita le si mossero, battendo in codice Morse che le avevo insegnato: “N-O-N-U-N-I-N-C-I-D-E-N-T-E”. Quello che accadde dopo lasciò tutti sbalorditi.
L’Unità di Terapia Intensiva era un mondo di bip regolari e metronomici e di un silenzio così profondo da sembrare pesante, un’immobilità in cui potevi sentire nelle orecchie il battito affannoso del tuo stesso cuore. Io, Margaret, una vedova settantenne, sedevo al capezzale di Emily, che un tempo era stata mia nuora e che, nel … Read more