«Due anni? Per te non sono niente, sei abituata alle difficoltà», rise mia madre mentre firmava, e mio padre fece scivolare il fascicolo sul tavolo come se stesse ordinando il pranzo.
Il fascicolo non scivolò soltanto: sibilò sul mogano lucidato della scrivania di mio padre come un serpente travestito da cartoncino costoso. Mi colpì i polsi con un tonfo opaco, e gli angoli taglienti della cartella di carta manila mi pizzicarono la pelle. «Firma», disse mio padre. La sua voce era secca come vento di deserto. … Read more