Il 31 dicembre mio marito mi ha cacciata di casa senza un soldo. Tremando dal freddo, ho infilato la mano nella tasca della mia vecchia giacca.

— Te l’ho detto: l’insalata Olivier! — Viktor stava sulla soglia, paonazzo, e gli si sentiva addosso l’odore acre di birra. — Le mogli normali cucinano, e tu dov’eri finita a bighellonare?

— Ero al lavoro, — Marina si reggeva allo stipite della porta, le gambe non la sostenevano. — C’è stata un’emergenza, non dormo da ventiquattr’ore…

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— Non me ne frega niente! — le afferrò la spalla e la girò verso le scale. — Tutte le donne sono donne, e tu… tu sei solo un nome!

Marina arretrò sul pianerottolo. Viktor fece un passo dietro di lei, gli occhi che correvano nervosi.

— Vit’, aspetta, faccio in un attimo…

— Te l’ho detto: l’insalata Olivier! — Viktor stava sulla soglia, paonazzo, e gli si sentiva addosso l’odore acre di birra. — Le mogli normali cucinano, e tu dov’eri finita a bighellonare?

— Ero al lavoro, — Marina si reggeva allo stipite della porta, le gambe non la sostenevano. — C’è stata un’emergenza, non dormo da ventiquattr’ore…

— Non me ne frega niente! — le afferrò la spalla e la girò verso le scale. — Tutte le donne sono donne, e tu… tu sei solo un nome!

Marina arretrò sul pianerottolo. Viktor fece un passo dietro di lei, gli occhi che correvano nervosi.

— Vit’, aspetta, faccio in un attimo…

— È roba tua. Non farla vedere a nessuno, — le sussurrò lui. — Quando crescerai, capirai.

Poi se ne andò. Lei non lo rivide mai più.

La madre diceva: ci ha lasciate, si è fatto un’altra, non gliene importava niente di noi. Marina ci credeva. E quella giacca non l’ha mai buttata, anche se da tempo non le andava più.

Si alzò. Non aveva dove andare. Dalla sua amica era lontano, e poi quella stava festeggiando con la famiglia. Soldi zero. Il telefono era rimasto nell’appartamento.

Ma la banca — la filiale aperta 24 ore su 24 — era a due isolati. C’era sempre un addetto di turno, per le urgenze. Marina sapeva dov’era: ci passava davanti ogni giorno andando al complesso industriale.

Uscì in strada a piedi nudi. Il gelo le tagliava le piante dei piedi e lei camminò in fretta, quasi correndo. Nei cortili rimbombava la musica, qualcuno rideva dai balconi. Marina stringeva quel libretto nel pugno e non pensava a nulla: metteva solo un passo davanti all’altro.

In filiale c’era caldo ed era vuoto. L’addetta di turno — una ragazza di circa venticinque anni, con una coda liscia tirata indietro — alzò lo sguardo e rimase di sasso.

— Si sente male? Vuole che chiami un’ambulanza?

— No, — Marina posò il libretto sul banco. — Devo controllare il conto.

La ragazza prese il libretto, lo aprì, lo girò tra le mani.

— È un modello vecchio. È tanto che non lo usa?
— È roba tua. Non mostrarla a nessuno, — le sussurrò. — Quando sarai grande, capirai.

Poi se ne andò. Lei non lo rivide mai più.

La madre diceva: ci ha lasciate, si è fatto un’altra, non gliene importava niente di noi. Marina ci aveva creduto. E quella giacca non l’aveva mai buttata, anche se da tempo non le stava più.

Si alzò. Non aveva dove andare. L’amica era lontana, e stava festeggiando con la famiglia. Soldi non ce n’erano. Il telefono era rimasto nell’appartamento.

Ma la banca — una filiale aperta 24 ore su 24 — era a due isolati. C’era un addetto di turno, per le emergenze. Marina sapeva dov’era: ci passava davanti ogni giorno andando al combinato.

Uscì in strada a piedi nudi. Il gelo le tagliava le piante dei piedi e lei camminava in fretta, quasi correndo. Nei cortili rimbombava la musica, qualcuno rideva dai balconi. Marina stringeva quel librettino nel pugno e non pensava a nulla, metteva solo un piede davanti all’altro.

In filiale era caldo e deserto. La ragazza di turno — sui venticinque anni, con una coda liscia tirata all’indietro — alzò lo sguardo e rimase di sasso.

— Si sente male? Vuole che chiami un’ambulanza?

— No, — Marina appoggiò il librettino sul banco. — Devo controllare il conto.

La ragazza prese il libretto, lo aprì, lo rigirò tra le mani.

— È un modello vecchio… Non lo usava da tanto tempo?

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