Il fetore di grasso rancido e di agrumi buttati era l’unica cosa che conoscessi da quarantotto ore. Mi si attaccava ai vestiti, una seconda pelle di disperazione che non riuscivo a lavare via.
Il fetore di grasso rancido e di agrumi buttati era l’unica cosa che conoscessi da quarantotto ore. Mi si attaccava ai vestiti, una seconda pelle di disperazione che non riuscivo a lavare via. Ero immerso fino alle ginocchia in un cassonetto dietro un ristorante da centro commerciale chiamato **The Golden Grill**, da qualche parte ai … Read more