La luce azzurra dello schermo del mio smartphone mi colpiva gli occhi stanchi come un’aggressione fisica. Erano le 22:00 di un giovedì e mi ero appena lasciata cadere sulla poltrona dopo un massacrante doppio turno di sedici ore nel reparto di oncologia pediatrica.
La luce azzurra dello schermo del mio smartphone mi colpiva gli occhi stanchi come un’aggressione fisica. Erano le 22:00 di un giovedì e mi ero appena lasciata cadere sulla poltrona dopo un massacrante doppio turno di sedici ore nel reparto di oncologia pediatrica. La divisa era spiegazzata, i capelli un disastro di ciocche ribelli, e … Read more